home
English

La favola del vermentino

Le lettere da me inviate al sig. Macchi possono dare l’impressione di un botta e risposta

ma non lo sono,anzi derivano da pensieri lunghi e ponderati che partono dall’anno 1995.

Queste lettere (che riconfermo) sono soltanto un ramo del delta in cui sfocia il fiume.

Possiamo pensare o credere che il mondo del vino sia una fiaba paradisiaca che attrae ed affascina

le persone al suo interno ma non sempre le cose stanno così.

A volte lo paragono ad uno splendido fiore che assomiglia ad un’orchidea,l’utricularia Jamesoniana,

esso è una pianta carnivora.

Io penso che il corso della nostra vita sia ramificato in due parti sostanzialmente antitetiche, la parte bella  e quella brutta . C’è chi stà fuori dai guai , chi li cerca e chi ci casca.

Ho cominciato tardi questo mestiere che è stato prima solo un hobby  e poi un lavoro a tempo pieno.

La Pietra del Focolare nasce vive e cresce in completa simbiosi alla mia famiglia anzi ne è parte inscindibile.

Era una mattina di sabato, dopo aver acquistato le forbici per la potatura,aiutato da Giovanni e Rino cominciai a curare e ripristinare il mio primo vigneto.Un quadro con panorama sul mare,il regno del silenzio,una microzona di profumi che farà scaturire una passione senza precedenti.Un paio di forbici,una stanza in prestito come cantina e un vigneto in affitto sulle colline di Sarticola ,tra Ortonovo e Castelnuovo Magra.

Il seguito è stato costruito da Stefano e Laura ,due menti e quattro braccia con le maniche rimboccate.

Il pubblico che ci conosce e apprezza il nostro vino e la nostra compagnia ne è la conseguenza.

E’ stata indispensabile la collaborazione di Giorgio Baccigalupi che è troppo buono con tutti e

ad ognuno dice sempre di si.

Fin dall’inizio siamo stati emarginati da molti colleghi di lavoro,non so precisamente il perché ma lo posso intuire o lo lascio immaginare a voi.

Ho vissuto questi anni passati un po da eremita,concentrato nel mio lavoro,incalzato dalle malelingue,da sottili  angherie  e sotterfugi che non vi racconterò e alle quali ho dato sempre poco peso seguendo invece il mio obiettivo.

Il vermentino Vivaluce è stata la prima risposta forte a questo stato di cose,di questo ne vado fiero.

Ho sempre pensato  di produrre vino senza pretendere una risposta concreta e immediata per il  mio portafogli,concentrandomi non sui possibili guadagni ma sulla possibilità di mantenere nei colli di Luni un campione di vermentino in purezza,che possa esprimere il territorio e la mia passione per esso,unita al fatto che il vino non lo si fa per le guide ma per la gente,e la sua beva e piacevolezza ne è una componente essenziale.Sono sempre stato contrario al vino della botte buona e in questi anni ho preso atto che il mercato del vino segue una  sua strada a volte parallela a volte contraria alle guide.Credo di essere stato una persona scomoda per molti,come a volte lo è la verità,forse perché seguivo un percorso ben delineato ed apparentemente facile e ricco di soddisfazioni .

Sono sempre stato il critico più severo ed  esigente del mio vino .La mia estrema pignoleria

e la mia continua ricerca sono state necessarie per ottenere il risultato attuale ed a volte mi hanno reso antipatico,ho sempre sostenuto di essere al secondo di dieci  gradini ed arrivato al decimo,di essere al decimo di cento.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i miei amici che per mio volere si sono astenuti

dal commentare e dal difendermi in questa piccola battaglia che era mia e non la loro.

A Giampaolo Giacomelli vorrei dire che non ha mai capito nulla di me come uomo e

come vignaiolo,sono contento che sia stato il mio giudice,così facendo ha svelato alla gente

la sua vera personalità e non certo la mia ed io,non a caso ho pubblicato la sua lettera  integrale che cerca di screditarmi .Non ho e non ho mai avuto nulla contro di lui come uomo

ma non lo stimo causa la sua incompetenza nel suo lavoro e ciò che continua a causare nei colli di Luni.Purtroppo è un personaggio nato imparato ed io sono stanco di persone dipinte di rosso fuori e nere dentro.Il resto lo avete  letto nelle mie lettere.A Giampaolo e Carlo vorrei ricordare il vecchio adagio : Non svegliare il can che dorme!

Vorrei ringraziare in particolare Gianni Menconi un amico speciale.

Preferisco premere i tasti del mio pianoforte o dipingere con i pennelli le mie bottiglie,ciò mi reca

più gioia del muovere critiche ad altri e la mia umiltà e il mio carattere si adattano meglio alle prime due cose.

In ultimo voglio dissociarmi da tutti i piccoli produttori di vino dei Colli di Luni  che hanno pensato bene di vendere il proprio vino sugli scaffali della grande distribuzione con tutti gli annessi e connessi  e l’impossibilità da parte loro di controllare l’ubicazione e il prezzo del loro vermentino.

Visto che quasi tutti hanno aderito all’iniziativa,mi ritrovo ad essere la pecora nera della situazione

e ne sono felice.

Ringrazio Carlo Macchi di avermi dato questa opportunità da me insperata e il giorno che lo vorrà

potrà essere mio ospite.

 

Winesurf requiescat in pace                              Stefano Salvetti

    Lascia un commento

    La tua email non sarà pubblicata.
    * Campo obbligatorio

    Si parla di

    Ultimi articoli

    Ultimi commenti

    1. @ la canna e il salice

      Caro Stefano 360 gradi di versatilità e conoscenza del buon vivere.Sei il più grande.Sei

      Mauro

    2. @ Un passito da gustare al focolare

      Stefano e Laura siete fortunati in primis di trasmettere l'amore che vi lega al vostro lavoro [...]

      Valerio

    3. @ Pietrasanta terra di vino, arte e amicizia

      Sono stato alla manifestazione e vi ho conosciuti finalmente.I vini rispecchiano la vostra

      Roberto Brema

    Immagini random

    • #
    • #
    • #
    • #
    • #
    • #

    Newsletter

    Link utili