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Risposta del direttore Carlo Macchi winesurf

Signor Salvetti buonasera,

Sono Carlo Macchi, direttore responsabile di quello che lei non osa chiamare
rivista ma che invece lo è, sia perché viene letta da più di 70000 persone
ogni mese sia perché è un giornale regolarmente registrato in tribunale.
Non so a chi si riferisca col termine winerider,credo comunque tocchi a me
risponderle.
Non discuto (al contrario di lei) sulla sua conoscenza dei vini della
riviera di levante: sono convinto che lei conosca benissimo il suo
territorio ed i vitigni che vi si trovano.

Come sono altrettanto convinto che quando i produttori ci mandano i loro
vini per avere da noi un giudizio, il minimo che possiamo fare, oltre
ovviamente ad assaggiarli con attenzione, è quello di rispondere alle loro
eventuali critiche, anche se espresse con terminologie piuttosto forti.
 
Voglio comunque rassicurarla su un fatto e cioè sulla nostra competenza in
materia, attestata forse involontariamente anche da lei, inviandoci i vini.

A proposito dell'assaggio: i vini, come lei potrà vedere perché ognuno ha
accanto la data di degustazione, sono stati assaggiati (e riassaggiati) in
tre giorni. Questo proprio perché volevamo essere sicuri prima di dare dei
giudizi non certo positivi.

Saremmo stati i primi ad essere felici se i vini in degustazione fossero
stati più profumati, più freschi, più armonici, meno chiusi dalla solforosa,
meno piatti. Sappiamo perfettamente che dietro ad ogni vino c'è il lavoro di
diverse persone, che merita assoluto rispetto. Crediamo di meritare lo
stesso rispetto anche noi, che oramai da più di 25 anni assaggiamo vini in
Italia e nel mondo, visitiamo cantine e territori, conosciamo personaggi e
diamo giudizi, se vuole criticabili, ma assolutamente in buona fede.

Il nostro giudizio, frutto di tre giornate di assaggi (le garantisco per
poco più di 100 vini è tanto tempo) è che purtroppo l'annata 2011 non ha
permesso a vitigni come il vermentino di esprimersi al meglio.

A proposito di esprimersi, lei sostiene che certi sentori, classici di uve
semiaromatiche come il sauvignon,  sono tipici del vermentino da lei
prodotto. Non ci sogniamo nemmeno di mettere in dubbio la sua affermazione.
Possiamo solo constatare che queste caratteristiche non si ritrovano nel 90%
dei vermentini di levante. Purtroppo in una degustazione bendata certi
sentori, completamente diversi non solo dai vermentini in assaggio ma dai
moltissimi vermentini di varie zone degustati negli anni, ci portano a
constatare che il vino è buono ma non certamente all'interno delle gamme
aromatiche della tipologia. Proprio per la filosofia di degustazione che
credo abbia letto, pur dando buone valutazione generali al vino, arriviamo
ad un punteggio finale non certo altissimo.

Questa è la semplice verità e questo è quanto è scaturito dal nostro
assaggio. Ognuno poi è libero di pensarla come vuole, è libero di inviare o
non inviare i campioni ed è libero di dissentire da un giudizio, sempre nel
rispetto del lavoro degli altri e utilizzando termini civili.
Sono a sua disposizione se avrà altre domande da farmi.

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